17/04/2026
Ipoacusia: cos’è e come si manifesta
Per ipoacusia si fa riferimento a un disturbo dell’udito che comporta l’incapacità di udire nitidamente suoni e parole. Si tratta di una problematica comune soprattutto nelle persone anziane. Per la precisione, si assiste ad un inizio di declino della capacità uditiva intorno ai 30-40 anni, con una significativa compromissione verso gli 80 anni di età. Nello specifico, il danneggiamento o la morte delle cellule nervose e ciliate dell’orecchio interno impedisce la trasmissione dei segnali elettrici e la mancata percezione dei suoni, soprattutto quelli ad alta frequenza, come le voci femminili o quelle più acute dei bambini. Tuttavia, nel corso degli ultimi anni si è accertata l’insorgenza di ipoacusie anche in soggetti giovani e nei bambini, soprattutto a causa dell’esposizione più frequente a rumori forti o a un utilizzo errato di dispositivi auricolari.
Esistono diverse tipologie di ipoacusia: si parla di ipoacusia unilaterale, se coinvolge un solo orecchio, o bilaterale, se coinvolge entrambi, e può essere progressiva, se peggiora nel tempo, oppure improvvisa, se si manifesta repentinamente o nell’arco di pochi giorni, entro un massimo di 72 ore. Inoltre, prendendo in considerazione il momento di insorgenza distinguiamo tra ipoacusia congenita, che si riscontra quando il deficit uditivo è presente già al momento della nascita, dovuto a fattori genetici, o a complicanze durante la gravidanza o il parto e presbiacusia, dove il disturbo insorge con l’avanzare dell’età, per degenerazione delle cellule ciliate o nervose, ma anche in seguito a traumi fisici, come un trauma cranico o una lesione all’orecchio, oppure ancora a causa di malattie, principalmente di carattere infettivo o neurologico. Tra le cause dell’ipoacusia possiamo ritrovare la riduzione delle percezioni sonore, dovuta a un’ostruzione del canale uditivo, come un tappo di cerume, o un’infezione. Generalmente si tratta di una condizione reversibile, se tempestivamente trattata. L’ipoacusia neurosensoriale che si manifesta con il danneggiamento delle cellule ciliate della coclea o di quelle nervose dell’orecchio interno, è invece maggiormente legata ai processi di invecchiamento, ma anche a traumi e malattie, e non è reversibile. L’ipoacusia può inoltre manifestarsi in forma lieve quando il deficit rientra tra i 25 e 39 dB e corrisponde alla difficoltà di seguire un discorso in contesti rumorosi; moderata quando la difficoltà uditiva si attesta tra i 40 e i 69 dB e dove si rende già necessario l’utilizzo di un apparecchio acustico; e infine grave quando il disturbo rientra tra i 70 e gli 89 dB e comporta la necessità di usare linguaggi alternativi, come la lingua dei segni.
Generalmente, quando l’ipoacusia diventa causa di un’ invalidità tale da rendere difficile il normale capacità quotidiane e lavorative si ha diritto ad agevolazioni o sussidi. È possibile infatti beneficiare di ausili riconosciuti dal sistema dell’invalidità civile, ma le modalità variano in base al livello di gravità, alla tipologia e al momento di insorgenza del disturbo stesso. In base a quanto previsto dalla L. 95/2006, per i bambini fino a 12 anni che presentano sordità è previsto un sostegno economico, in virtù della compromissione del normale processo di apprendimento del linguaggio parlato. Superati i 12 anni, le persone maggiorenni di età compresa tra i 18 e i 67 anni possono avere accesso alla pensione sordi solo nel caso in cui sussistano determinati requisiti, tra cui la perdita dell’udito congenita o acquisita durante la crescita (esclusivamente fino a 12 anni) pari o superiore a 75 dB di media nell’orecchio migliore e uno stato di indigenza economica. Tuttavia anche in caso di ipoacusia improvvisa o sopraggiunta in età successiva allo sviluppo evolutivo è comunque possibile accedere a delle agevolazioni. Queste includono l’iscrizione alle liste speciali per le categorie protette dei Centri per l’Impiego, congedi lavorativi, benefici per la concessione di apparecchi acustici, agevolazioni fiscali, assistenza sanitaria o esenzione dal ticket, a seconda della percentuale di invalidità riscontrata. Per ottenere i benefici di invalidità per ipoacusia, occorre presentare un’apposita domanda, ma solo dopo essersi recati da un medico specialista, che rilascerà un certificato riportante i dati del soggetto, la patologia e il grado di deficit uditivo. La procedura per ottenere il riconoscimento della condizione di “minore ipoacusico”, (legge 118/71, se la perdita uditiva media per le frequenze 500-1000-2000 Hz è minore di 60 dB HL) o quella di “sordo”, (legge 381/70, se la perdita è uguale o maggiore di 60 dB HL) necessita della compilazione di un certificato medico. In base alle valutazioni finali, verrà avviato l’iter per l’emanazione del provvedimento di invalidità civile con il riconoscimento delle relative agevolazioni. Lo specialista prescrittore (otorinolaringoiatra, audiologo, audiofonologo) effettuerà gli esami necessari e in base alla prescrizione medica, l’audioprotesista stilerà il preventivo di spesa. Successivamente è necessario presentare tutta la documentazione all’Unità Ospedaliera Protesica del distretto sanitario dell’ASL di residenza per ottenere l’autorizzazione e recarsi poi nei centri specializzati e convenzionati. Entro 30 giorni dall’autorizzazione, il tecnico consegnerà l’apparecchio e fornirà le istruzioni per l’uso corretto. Al momento della consegna, il paziente firmerà la dichiarazione di ricevuta, da consegnare all’ASL entro 3 giorni. Entro 20 giorni, il paziente dovrà tornare dallo specialista che ha prescritto l’apparecchio per effettuare il collaudo. Il collaudo rappresenta una garanzia per il paziente. Serve a verificare se l’apparecchio è conforme alla prescrizione, valutare la soddisfazione del paziente, testare la sua dimestichezza nell’utilizzo. Se il collaudo non dovesse avvenire entro tale termine (20 giorni), il fornitore è autorizzato a procedere alla fatturazione. Se durante il collaudo emergessero differenze rispetto alla prescrizione o risultati protesici non conformi, il fornitore è tenuto a portare a conformità il prodotto o l’applicazione. In questo caso si procederà a una nuova consegna, ripercorrendo nuovamente l’iter delle scadenze. Oltre ai pazienti con ipoacusia superiore ai 65 dB nell’orecchio migliore, hanno diritto alla fornitura anche i pazienti con ipoacusia inferiore ai 65 dB, ma portatori anche di altre patologie certificate che raggiungano in cumulo 1/3 di invalidità (34%). Anche se viene accertata una forma di ipoacusia, non sempre l’ASL riconosce il diritto alla fornitura gratuita dell’apparecchio acustico. Infatti, se l’invalidità è riconosciuta per la sola ipoacusia, è necessario che questa sia maggiore o uguale a 65 dB nell’orecchio migliore. Se l’invalidità è riconosciuta invece per una serie di patologie tra le quali l’ipoacusia, questa può essere inferiore a 65dB a patto che la somma delle patologie dia un’invalidità almeno pari a 1/3. Hanno diritto alla fornitura gratuita degli apparecchi acustici tutti coloro che hanno seguito la procedura per il riconoscimento dell’invalidità civile e ai quali sia stata riconosciuta una percentuale d’invalidità uguale o superiore a 1/3 (34%). Nel verbale di riconoscimento dello stato di invalidità deve essere esplicitamente espressa la patologia “ipoacusia”; in caso contrario, è necessario richiedere l’aggravamento (il percorso da seguire è lo stesso che per la richiesta dell’invalidità). Gli invalidi affetti da cofosi (assenza di qualsiasi residuo uditivo utilizzabile da entrambi i lati) non hanno diritto alla fornitura protesica. Chi è riconosciuto “invalido civile al 100% con accompagnamento”, ma nel verbale di invalidità non presenta la diagnosi di ipoacusia ai soli fini dell’erogazione dell’apparecchio acustico, può avere comunque diritto all’apparecchio gratuito. Occorre che presenti all’Unità Ospedaliera Protesica distrettuale di residenza la “Domanda di riformulazione della diagnosi” su apposito modello ASL, allegando la copia dell’ultimo verbale di invalidità civile, la documentazione sanitaria in originale con riferimento alla patologia invalidante non ancora riconosciuta, la fotocopia del documento di identità.
Anche i bambini affetti da ipoacusia, sia questa lieve, moderata o profonda, hanno diritto ad esenzioni e sovvenzioni dal Sistema Sanitario per la fornitura di dispositivi e strumenti che possano aiutarli a superare la loro difficoltà uditiva. Questi strumenti sono gli apparecchi acustici e i sistemi per la facilitazione dell’ascolto da utilizzare non solo durante le attività scolastiche, ma anche in altri ambiti di vita quotidiana. I portatori di impianto cocleare hanno diritto alla riparazione o alla sostituzione del processore (parte esterna) quando è rotta irrimediabilmente o superata tecnologicamente. L’Italia, in linea con le disposizioni della Convenzione ONU sui diritti del minore, garantisce l’accesso all’educazione, alla formazione e alle cure per tutti i bambini, indipendentemente dalla loro condizione fisica o sociale. Pertanto, anche i bambini ipoacusici hanno diritto a ricevere le cure e gli strumenti necessari per superare le loro difficoltà uditive e sviluppare il loro potenziale cognitivo. Per ottenere queste esenzioni e sovvenzioni, i genitori o i tutori devono presentare una domanda all’INPS esclusivamente per via telematica. Una volta che la richiesta è stata esaminata e accettata, lo Stato fornirà un contributo per l’acquisto dello strumento necessario alla compensazione del deficit uditivo, che potrà essere utilizzato dal bambino per tutto il tempo necessario. I bambini ipoacusici hanno il diritto ad essere inseriti nella scuola ordinaria eventualmente supportati da insegnanti di sostegno, a seconda delle loro esigenze. Questi diritti sono fondamentali per garantire a tutti i bambini, indipendentemente dalle loro condizioni, un futuro pieno di possibilità e di opportunità per sviluppare il loro potenziale.